Le fiabe di Giambattista Basile tra l'origine orientale e l'invenzione artistica - La gatta Cenerentola e Vardiello in esame

Mohamed, Salama Abdelmoneim Eid 


Abstract


Ci sono motivi fondamentali che mi hanno motivato a scegliere lo scrittore napoletano Giambattista Basile (15 febbraio 1566 – 23 febbraio 1632) come oggetto di studio qui: per primo lui è uno degli scrittori rimasti per molti anni in oblio non meritato, ma anche per la sua peculiarità da scrittore di dialetto napoletano, e alla fine per la genesi della sua opera che fa parte di una tradizione fiabesca mediterranea che, a mio avviso, è reciproca tra le diverse sponde del mare nostrum. Il corpus scelto qui per lo studio consiste in due fiabe che trovo significative come testimonianze del suo genio letterario e nello stesso tempo dell'influsso mediterraneo del genere da lui preferito nelle sue opere. Queste due fiabe fanno parte di una raccolta splendida di cinquanta fiabe popolari. ''La gatta Cenerentola'' di Basile, che rappresenta la fiaba madre di tutte le altre Cenerentole del mondo, ed è raccontata nella prima giornata, mentre Vardiello la seconda fiaba da me scelta, è la quarta, raccontata nella stessa giornata della sua opera maggiore 'Lo Cunto de' li Cunti' o Il Pentamerone, scritta in napoletano e pubblicata postuma tra il 1634 e il 1636. In questo studio ho sottolineato come il libro di Basile fu fonte d'ispirazione per gli scrittori di fiabe prima e dopo la traduzione di Croce in molti paesi europei. Ci risulta ben chiaro che Basile influì tanti autori che vengono dopo di lui, ma questo non nega il fatto che lui stesso è stato influenzato da altri che sono venuti prima di lui, per primo Boccaccio con la sua opere maggiore ''il Decamerone'' di cui Basile ha attinto lo stesso modo della distribuzione dei racconti in giornate,inoltre la fiaba-cornice,la tecnica d'origine orientale. Ho individuato che facendo la ricerca abbiamo trovato che cronologicamente la prima apparizione europea della storia di Cenerentola fu nell'opera di Giambattista Basile, nella quale si trova la prima traccia, di elementi della leggenda egiziana della ragazza Rodopi, che Erodoto trasmise interamente parlando dell'origine della schiava greca e come divenne regina d'Egitto. Non si esclude assolutamente che Basile quando scrisse la sua fiaba ''la gatta Cenerentola'', attinse i presupposti essenziali dalla storia di Rodopi, soprattutto era facile per lui avere conoscenza di questa storia famosa nella tradizione scritta e quella popolare. Di seguito il francese Charles Perrault ed i tedeschi, i fratelli Grimm, i quali s'influenzarono del napoletano Basile, scrissero: il primo ''Cendrillon'' cioé ''Cenerentola'' o la pianellina di vetro ed i Gimm nel 1812 Aschenputtel cioè Cenerentola. Con la sua invenzione artistica straordinaria di uno scrittore che aveva profonda conoscenza della tradizione popolare,Basile ne'' la gatta Cenerentola'' raccontò la storia di una giovane bellissima si chiama Zezolla, la protagonista che era orfana di madre e soffriva di certe prepotenze della prima matrigna che suo padre, il principe, ha sposato. Egli narra la sua fiaba, che sarà di una certa lunghezza, senza determinare né l'ambiente geografico né l'epoca storica, narra di personaggi non identificabili per navigare con la sua fantasia, il mezzo indispensabile, per raccontare la fiaba, godendoci e facendo divertire i lettori. Ho preferito scegliere un'altra fiaba che Basile presentò nella sua raccolta in modo diverso;quella di Vardiello,lo sciocco che è originariamente il Giufà siciliano, il giucca toscano e il Giuha l'arabo. Così ci risulta ben chiaro che la narrativa italiana popolare fu, fra le prime in tutto il mondo, ad essere influenzata dagli aneddoti del nostro Giuha che è il padre di tutte le figure simili, generalmente in molti paesi e specialmente in Italia. Sono arrivato ad assicurare che la storia di Vardiello nel libro di Basile è appunto la trascrizione di due fiabe aventi come protagonista un bambino analogo appunto al Giufà siciliano che discendeva d'origine araba e che veniva presentato come bambino molto ignorante . Infine era necessario assicurare che è vero che Basile ha attinto le storielle originali dalla tradizione orientale, però le ha adattate al suo tempo, al suo ambiente nonché ai suoi lettori. Con la sua invenzione artistica ha aggiunto altre immagini, ha approfondito gli avvenimenti, il modo di fare dei personaggi, servendosi di espressioni, di modi di dire e di frasi proverbiali di cui sono ricche le sue fiabe.


Other data

Keywords Le fiabe di Giambattista Basile
Issue Date Jun-2017
Publisher Philology Volume LXVIII
URI http://research.asu.edu.eg/handle/123456789/169657


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